martedì 9 gennaio 2018

Uno bianca

anno: 2001   
regia: SOAVI, MICHELE  
genere: poliziesco  
con Kim Rossi Stuart, Dino Abbrescia, Giorgio Crisafi, Claudio Botosso, Emanuele Secci, Bruno Armando, Matteo Chioatto, Silvia De Santis, Luciano Curreli, Massimo De Rossi, Pietro Bontempo    
location: Italia
voto: 7  

L'ispettore di polizia del commissariato di Rimini Valerio Maldesi (Rossi Stuart) è l'unico veramente convinto che dietro la banda della Uno Bianca, che tra il 1987 e il 1994 seminò il terrore in Emilia Romagna, provocando 24 morti tra una rapina e l'altra, ci sia qualcosa di grosso. Il magistrato che da Roma segue le indagini è l'incarnazione dell'ottusità, i suoi colleghi nicchiano; l'unico che, pur tentennado, lo segue nelle spericolate operazione di infiltramento è Rocco Atria (Abbrescia). I due non tardano molto a capire che dietro l'impunità dei delitti e la sorprendente capacità di non lasciare mai tracce si nasconde una gang di poliziotti.
Miniserie televisiva andata in onda nel 2001 sotto la regia di Michele Soavi, Uno bianca rappresenta il momento di passaggio del regista milanese dall'horror (Deliria, La chiesa, La setta, Dellamorte Dellamore) a un claudicante quanto volenteroso cinema d'impegno (Arrivederci amore, ciao, Il sangue dei vinti). Qui, la pochezza della messa in scena e la scarsa qualità di gran parte del cast sono compensate da un racconto tesissimo, pieno di sorprese e non privo di qualche elemento di originalità in fase di ripresa. Anche a distanza di tempo, Uno bianca, dal nome dell'auto di cui si servivano i poliziotti per compiere le loro scorribande, rimane un film ad alta tensione, un prodotto televisivo di buon livello.    

domenica 7 gennaio 2018

Gatta Cenerentola

anno: 2017   
regia: CAPPIELLO, IVAN * GUARNERI, MARINO * RAK, ALESSANDRO * SANSONE, DARIO    
genere: animazione  
con le voci di Massimiliano Gallo, Maria Pia Calzone, Alessandro Gassman, Mariano Rigillo, Renato Carpentieri    
location: Italia
voto: 6  

A bordo di una nave dove sta per celebrarsi il matrimonio tra Angelica e l'artefice di un progetto avveniristico sulla memoria, che ha tutte le carte in regole per rilanciare l'intera città di Napoli. Ma quest'ultimo viene ucciso dal boss Salvatore Logiusto, detto 'o re, il quale mira ad appropriarsi delle sostanze del morto sposandone la vedova. Di mezzo ci sono però Cenerentola, che negli anni successivi alla perdita violenta del padre si è chiusa in un mutismo totale, e un infiltrato della polizia che sta cercando di incastrare Logiusto.
Da Basile a Roberto De Simone e da questo alla vena visionaria di Alessandro Rak (suo il celebratissimo L'arte della felicità), qui coadiuvato in cabina di regia da Ivan Cappiello, Marino Guarneri e Dario Sansone, Gatta Cenerentola diventa un'opera d'animazione rivolta a un pubblico adulto, con riferimenti alla droga, alla transessualità, alla prostituzione e alla malavita. Film eterodosso e coraggiosissimo, che cala in una trama noir elementi fantascientifici (la memoria del passato che appare sotto forma di ologrammi ai personaggi) e musical (con le canzoni di Guappecartò, Francesco Di Bella, Virtuosi di San Martino, Daniele Sepe, Enzo Gragnianiello, Foja, Ilaria Graziano e Francesco Forni), guardando ai manga nipponici e con citazioni da Blade runner (la continua pioggia di cenere), senza farsi scrupolo di raccontare scabrosità e femminielli. Ma è proprio sull'eccesso di stili e rimandi che il film finisce con l'inciampare in una trama a tratti farraginosa, quasi gli autori fossero preoccupati di esibire uno stile grandeur a tutti i costi.    

giovedì 4 gennaio 2018

The Accountant

anno: 2016   
regia: O’CONNOR, GAVIN  
genere: noir  
con Ben Affleck, Anna Kendrick, J.K. Simmons, Jon Bernthal, Jeffrey Tambor, John Lithgow, Jean Smart, Cynthia Addai-Robinson, Alison Wright, Gary Basaraba, Kelly Lintz (Kelly Collins Lintz), Fernando F. Chien, Alex Collins, Andy Umberger, Greg Sproles, Kevin Glen Kavanaugh, Jason MacDonald, David Anthony Buglione, Susan Williams, Boualem Hassaine, Ron Prather, Seth Lee, Mary Kraft, Jake Presley, Izzy Fenech, Robert C. Treveiler    
location: Svizzera, Usa
voto: 7  

Christian Wolf (Affleck) è un quarantenne autistico col pallino dei numeri, che fa il contabile freelance per conto di organizzazioni criminali. Su di lui comincia a indagare un agente del Dipartimento del Tesoro (Simmons) proprio nel momento in cui Wolf si mette a servizio del presidente di una società di robotica (Lithgow) nella quale cominciano a verificarsi strane morti.
Ben Affleck, campione di inespressività, è perfetto nel ruolo dell'autistico incapace di emozioni ma abile nel trasformarsi all'occorrenza in un killer implacabile e dalle molte risorse. Peccato che la storia di cui è protagonista assoluto - una sorta di Will Hunting / Rain man in salsa noir - sia intricatissima: in essa si mescolano flashback, varie sottotrame, revenge movie, una vicenda embrionale a tinte rosa e rimandi edipici che fanno facilmente perdere il bandolo della matassa. Ma la confezione è accurata e l'azione non manca.    

mercoledì 3 gennaio 2018

Zanna Bianca

anno: 1973   
regia: FULCI, LUCIO  
genere: avventura  
con Franco Nero, Virna Lisi, Fernando Rey, John Steiner, Raimund Hamstorf, Daniel Martin, Rick Battaglia, Daniele Dublino, Maurice Poli, John Bartha, Antonio Luigi Guerra, Carla Mancini, Missaele, Carole André    
location: Canada
voto: 6,5  

Lo scrittore nonché commissario governativo Scott (Nero) si reca a Dawson City, nell'estremo nord del Canada, insieme al fratello Kurt, per raccogliere appunti sui cercatori d'oro. Charlie, la guida indiana che lo accompagna, si trova costretto a portare suo figlio nell'ospedale della cittadina, dopo che questo è caduto sotto una lastra di ghiaccio, provvidenzialmente salvato da Zanna Bianca, un cane lupo. Su quest'ultimo ha però messo gli occhi il boss locale Beauty Smith, che vuole sfruttare il quadrupede per le scommesse. Un prete doppiogiochista (Rey), una entreneuse figlia di quest'ultimo (André) e una suora che fa l'infermiera (Lisi), completano il quadro dei personaggi che sono al centro di una vicenda che vede contrapposto il cattivo Smith a Scott.
Tratto dal celeberrimo romanzo di Jack London e diretto dal maestro dei B-movies Lucio Fulci, Zanna bianca è un film d'avventura in chiave western che resiste all'usura del tempo grazie a una trama avvincente, piena di colpi di scena.    

martedì 2 gennaio 2018

After Porn Ends 2

anno: 2017       
regia: WAGONER, BRYCE   
genere: documentario   
con Ashley Adams, Brittany Andrews, Lisa Ann, Danny D, Aubrey Gold, Dennis Hof, Darren James, Jewel Jonlyn Jeter, Johnnie Keyes, Chasey Lain, Bud Lee, Janine Lindemulder, Venus Lux, Ginger Lynn, Ariana Marie, Gary Dean Orona, Nicole Prause, Shyla Ryder, Herschel Savage, Donny Sins, Georgina Spelvin, Howard Stern, Tabitha Stevens, Jenevieve Zaya    
location: Usa
voto: 3,5   

Aggiornamento del film di cinque anni prima, con star più o meno attempate del cinema hard degli anni '70, '80 e '90 e frammenti di interviste ai divi emergenti. Più rispondente al titolo rispetto al capitolo precedente, After porn ends 2 racconta le vicende della cougar Lisa Ann (l'attrice che rivela i retroscena più interessanti, a cominciare dal razzismo che serpeggia negli ambienti del porno e che si è data all'editoria e ha pubblicato un'autobiografia), di Brittany Andrews (entrata e uscita dal mondo del porno), di Darren James (colpito dal virus Hiv sul set e adesso impegnato in campagne a favore del controllo delle malattie sessualmente trasmissibili), di Chasey Lain, che racconta al regista quanto i set a luci rosse la abbiano segnata. E poi ci sono Ginger Lynn, oggi "famosa" pittrice (così dice...), Tabitha Stevens, la donna tutta denti che si è trasformata in una fotografa di successo, Janine Lindemulder, che ha depauperato l'enorme fortuna economica arrivata troppo presto, perdendo casa e figlio, rendendosi anche protagonista di una battaglia legale contro Sandra Bullock. A queste storie si aggiunge quella persino tenera dell'ormai ultrasettantenne Johnnie Keyes, reinventatosi come cantante jazz e crooner. A quelle dei protagonisti si affiancano brevi dichiarazioni dei divi emersi nell'epoca di internet: le loro testimonianze servono a rendere più nitido il contrasto tra l'età dell'oro del porno - quella compresa tra gli anni '70 e gli anni '90 - e la radicale trasformazione dell'industria, avvenuta in seguito alla facilità d'accesso ai prodotti da parte del pubblico. una metamorfosi che ha contribuito a spostare moltissimo verso l'alto gli standard performativi di attori e soprattutto attrici, costrette a qualsiasi aberrazione pur di sfondare (in tutti i sensi). Cinema di impianto strettamente televisivo, nutrito da brevi inserti censurati e ammantato da tutta la tristezza che quel mondo comunica.    

lunedì 1 gennaio 2018

Ritratto di famiglia con tempesta (Umi yori mo mada fukaku)

anno: 2016       
regia: KORE-EDA, HIROKAZU  
genere: drammatico  
con Hiroshi Abe, Yôko Maki, Satomi Kobayashi, Lily Franky, Sôsuke Ikematsu, Yuri Nakamura, Rirî Furankî, Isao Hashizume, Taiyô Yoshizawa, Kirin Kiki    
location: Giappone
voto: 3  

Ryota (Abe) è un ex scrittore di successo che vorrebbe vivere sugli allori, ma che si è riciclato come detective in un'agenzia investigativa per sbarcare il lunario. Perennemente in bolletta, Ryota riannoda i rapporti con la madre (Kiki) e con la ex moglie (Maki) per rastrellare qualche altro quattrino, infilandosi in una rete relazionale che gli permette di mettere a fuoco l'andamento della sua esistenza.
Come per ogni regista orientale che si rispetti, la critica ha osannato questo letargico film di Hirokazu Kore-Eda, già regista del ben più riuscito e penetrante Father & Son e di Little sister. Ancora una volta sono le relazioni all'interno della famiglia a interessare il regista giapponese, che qui traccia un ritratto talmente statico da lambire a più riprese un'andatura in tempo reale, che si sofferma su ogni dettaglio del quotidiano dei diversi personaggi. Nel suo minimalismo esasperato, al film manca persino quella traccia estetizzante tipica di certo cinema orientale (si pensi a Kim Ki Douk), così come è assente quella profondità di contenuti rintracciabile altrove (a cominciare da Kurosawa). In più, alcune sottotracce narrative vengono abbandonate alla stregua di alcuni personaggi (su tutti, la vicenda dei due clienti, marito e moglie, che su opposte sponde ingaggiano il detective per rovinare economicamente l'altro, di cui non è dato sapere l'esito e che all'improvviso spariscono dal racconto). A leggere le recensioni su giornali e riviste specializzate, si ottiene un saggio della protervia di quella critica togata che crede ciecamente nell'equazione lentezza=qualità.